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La Carta di Lampedusa

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La Carta di Lampedusa

Nascerà sabato 1 febbraio 2014, ma già da settimane migliaia di persone ne stanno parlando. Anzi, la stanno creando. Si tratta della Carta di Lampedusa, documento già di portata storica perché per la prima volta, tramite un open document (un file in rete modificabile da chiunque avesse richiesto l'iscrizione agli ideatori, il Progetto Melting Pot Europa), si è arrivati a definire che cosa non va e come bisogna uscire con soluzioni concrete dall'angolo buio in cui ora si trovano le politiche migratorie europee ancor prima che italiane.
Segui online il meeting per la Carta di Lampedusa su http://www.meltingpot.org/ . Da venerdì 31 gennaio a domenica 2 febbraio 2014.

PS: Lo scorso 3 ottobre, a poche miglia dall’isola di Lampedusa, 368 donne, uomini e bambini hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa. A pochi giorni di distanza, nelle stesse acque, altre centinaia di persone provenienti dalla Siria sono state inghiottite dal mare.
Sono solo alcune tra le migliaia di vittime causate dalle frontiere europee: circa ventimila negli ultimi venticinque anni.
CONTINUA


1.000 piazze contro l'azzardo

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1.000 piazze contro l'azzardoDal 19 al 26 gennaio 2014 in Italia si è svolta la settimana nazionale contro il gioco d'azzardo e le ludopatie. Molte città hanno aderito con eventi, iniziative e raccolta firme. Noi vi segnaliamo quella del Comune di Bologna, che rimane attiva fino al 7 marzo, e propone una legge di iniziativa popolare in 21 punti per regolarizzare il gioco d'azzardo e prevenirne le conseguenze.
Tutti i cittadini italiani residenti e non residenti, presentando la carta d'identità o altro valido documento di riconoscimento, possono firmare presso l'URP del Comune di Bologna, Piazza Maggiore, e presso tutti gli Sportelli del cittadino presenti nei Quartieri cittadini.
Qualche cifra sul gioco d'azzardo: 23 milioni di giocatori in Italia, 800.000 a rischio dipendenza (erano 590.000 nel 2009). Più di 88 miliardi di euro giocati nel 2013. Il gioco d'azzardo è la terza industria italiana, il 3% del PIL.
Per maggiori informazioni clicca qui

SCARICA QUI IL VOLANTINO DELL'INIZIATIVA: Volantino 1 - Volantino 2


Dipinti in 3D per i non vedenti

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T-vedO Dipinti in 3D per i non vedenti

Il Dipartimento d’ingegneria industriale dell’Università di Firenze ha lanciato il progetto T-vedO, per dare la possibilità anche ai non vedenti di godersi il patrimonio artistico italiano.
Il software permette la creazione di bassorilievi tattili a partire da immagini digitali di opere pittoriche, ricostruendo virtualmente la scena rappresentata.
Spiega Monica Carfagni: “Con l'impiego di questo strumento, attualmente in versione prototipale, sarà quindi possibile estendere la riproduzione tattile di tutte le opere pittoriche rinascimentali a costi molto contenuti. Un risultato formidabile e di grande valore sociale”.
Per ora sono state rielaborate due opere del Rinascimento: L'Annunciazione del Beato Angelico e la Guarigione dello Storpio e Resurrezione di Tabita di Masolino da Panicale.
(Fonte: Rainews)
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Alberto Gatti e il software per i centri diurni per ragazzi disabili

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Alberto Gatti e il software per i centri diurni per ragazzi disabili

23 anni, diplomato all'Istituto Guarini di Modena, ha scritto un programma informatico per la gestione dei centri diurni che si occupano di ragazzi disabili: “Frequentando questi centri mi sono accorto che sul mercato non esiste un programma gestionale che, a mio avviso, soddisfi completamente le esigenze di questo tipo di centri e così ho elaborato un programma per pc che cerca di rispondere a tali necessità in maniera mirata”.
“Questo software - continua Alberto - favorisce il lavoro degli operatori per gestire i vari dati degli utenti, offrendo ai centri diverse possibilità: archiviare dati personali, conteggiare le ore mensili e annuali degli operatori, pianificare gli orari dei dipendenti, ricercare dati e informazioni varie, analizzare i dati immessi, visualizzare la storia clinico-familiare di ogni utente, creare note relative al singolo utente o al gruppo, gestire in generale le attività del centro e le necessità dei pazienti. Così, se un operatore, ad esempio, si assenta dal lavoro per ferie o malattia, chi lo sostituisce non avrà alcun tipo di difficoltà nella gestione dei ragazzi e il passaggio di consegne diventa molto più veloce ed efficiente.”
Costo: 30 euro.
http://www.gattipc.com/


Gli Scooppiati, una band musicale... diversamente band!

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Gli Scooppiati, una band musicale... diversamente band!

Gli Scooppiati, una band musicale... diversamente band!

Creata un anno fa dalla Cooperativa sociale H-Anno zero Onlus, che lavora da 30 anni nell’area handicap del Municipio XI di Roma, gli Scooppiati sono una band musicale formata da persone con disabilità e senza (si definiscono una “band integrata”).
Suonano musica italiana e hanno già all'attivo diverse partecipazioni di successo a “Integrare tra il dire e il fare”, al “Premio Fabrizio De André”, al “Festival della musica impossibile” di Falconara e “Insieme possiamo” all’auditorium Santa Chiara di Roma.
Bravi!
Qui qualche riferimento della band: sito internet, profilo Facebook.
Su Disabili.com un'intervista a Giuseppe Salis, “manager” e responsabile del gruppo. Clicca qui per leggerla.


Nasce Jeremy, insegnare l'inglese ai bambini disabili e non: la loro reciproca integrazione l'obiettivo della neonata associazione

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Nasce Jeremy, insegnare l'inglese ai bambini disabili e non

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

L'Associazione Jeremy si propone di diffondere lo studio della lingua inglese tramite l'uso del mezzo artistico del teatro.
Abbiamo un metodo di insegnamento consolidato dall'esperienza di anni. In più contiamo sulla collaborazione di altre associazioni e psicologi che ci aiutano a favorire l'interazione dei bambini come gruppo.
Infatti la nostra associazione si propone di sviluppare spettacoli teatrali in inglese tra bambini disabili e normodotati.
Tramite la presentazione di progetti teatrali in lingua inglese, abbiamo l'intenzione di divenire un punto di riferimento per quelle famiglie che sono coscienti dell'importanza della lingua straniera per il futuro dei loro bambini. Anche e soprattutto quelle famiglie che, ritrovandosi in restrizioni economiche , ritengano di non potere sostenere le spese delle costose scuole di inglese presenti sul territorio.
Non è certo facile prendere sulle spalle un impegno così gravoso, ma NOI CI CREDIAMO. Crediamo soprattutto che i bambini siano il futuro e la speranza di questo mondo. E già solo per questo meritano una possibilità. Dunque… perché non donargliela?
Abbiamo accordi con il Comune di Pescara e con altri comuni limitrofi che ci forniscono locations adatte sia a preparare che a mettere in scena  piccoli spettacoli.
        
Chiunque volesse sostenerci o ancora meglio partecipare in maniera attiva può contattarci tramite il sito http://jeremyenglish.webnode.it/


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